CATALOG OF ORIGINAL DESCRIPTIONS: Globorotalia lenticularis Iaccarino 1964

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Globorotalia lenticularis

Citation: Globorotalia lenticularis Iaccarino 1964
Rank: Species
Type locality: Iuris, Udine Province. northeast ltaly.
Type age: Upper Paleocene, Ilerdian
Type sample and level: base of the "scaglia rossa marnosa."
Holotype Repository: Parma; Laboratory of Micropaleontology, lnstitute of Geology and Paleontology, University of Parma, Italy.
Type & figured specimens: pl. l, figs. 1-4,
Description on pages: 4-6

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Original Description
Olotipo. - Guscio biconvesso molto schiacciato; lato spirale debolmente convesso. Il lato ombelicale presenta una leggera convessità, più accentuata che sul lato spirale e forma con il piano passansante per il margine periferico un angolo eli circa 35-40°. Ombelico aperto, non molto profondo e piuttosto stretto. Margine periferico con carena spinosa e leggermente lobato. Contorno circolare o subcircolare. Le camere dell'ultimo giro, quasi tutte uguali, sono in numero di otto, dorsalmente sono aliformi e ventralmente triangolari. Le suture sono oblique nella parte spirale, depresse ed impercettibilmente arcuate nella parte ombelicale. L'apertura, pressochè diritta, si estende dall'ombelico verso il margine periferico senza però raggiungerlo.

Size: Dimensioni: diametro mm. 0.525, altezza mm. 0.225.

Extra details from original publication
Rapporti e differenze. - Per la sua forma generale, in veduta spirale e ombelicale, Globorotalia lenticularis si avvicina ad alcuni esemplari di Acarinina conicotruncata figurati da Subbotina (1953, VNIGRI, Trudy, n. s., vypusk 76 [pl. 20, figs. 5-12]). Si differenzia da questi per l'altezza che, a parità di camere nell'ultimo giro, ha un valore minore; per l'inclinazione delle camere del lato ombelicale che in Acarinina conicotruncata, si aggira sui 50-60° costantemente. Inoltre il lato spirale nella suddetta specie è quasi piatto .

Anche gli esemplari di Globorotalia velascoensis illustrati da Bolli (1957, U. S. Nat. Mus., Bull., no. 215, pl. 20, figs. 1-4) si avvicinano a G. lenticularis per la forma circolare e per il numero di camere dell'ultimo giro. Se ne discostano per avere una forte convessità nel lato ombelicale e per avere il lato spirale piatto.

Con la Globorotalia lensiformis di Subbotina non si può fare nessun confronto; essa infatti non presenta alcuna affinità essendo fortemente conica nel lato ombelicale. lnoltre il numero delle camere dell'ultimo giro è nettamente inferiore. Pertanto il nome della specie (Lensiformis) risulta adottato impropriamente.

Un confronto si rende necessario con la Globorotalia fohsi robusta Bolli (figurata in Bolli. Ibid., pl. 28, fig. 16a-c) specie descritta dal Miocene di Cipero, in quanto presenta dei caratteri che l'avvicinano molto alla forma qui considerata. Sono caratteri comuni, il numero delle camere, l'andamento leggermente lobato del margine periferico e il contorno circolare. Si discostano l'una dall'altra per le suture del lato spirale che, in G. fohsi robusta, non sono oblique e anzi tendono a diventare diritte nelle prime camere; per l'ombelico meno profondo. Inoltre la carena liscia e sottile è in contrasto con quella di G. lenticu!aris che è spinosa e forma un cordone lungo tutto il margine periferico.

Non è possibile il confronto con Globigerina angulata abundocamerata Bolli, perchè questa forma ha il lato ombelicale molto convesso con camere molto rigonfie e il lato spirale piatto. Inoltre anche la carena è meno pronunciata e il margine periferico è decisamente lobato. Le suture sono nel lato spirale più ricurve e leggermente depresse.

Globorotalia mu!ticamerata Cushman e Jarvis presenta diverse affinità con la specie considerata. Se ne discosta invece per avere un ombelico più aperto, e soprattutto per la forma delle camere nel lato spirale.

Paratipi (figg. 1, 2, 4). - Sono stati presi in considerazione una decina di esemplari.

Variabilità. - La variabilità dei paratipi è ridotta ed è relativa soprattutto alle dimensioni. Infatti il diametro varia da un valore minimo di mm. 0.375 a quello massimo di mm. 0.525 (diametro dell'olotipo). L'altezza invece varia da mm. 0.155 a mm. 0.225 (misura dell'olotipo). Il numero delle camere oscilla da 7 a 8 nell'ultimo giro; il contorno è più o meno circolare. Tutti gli esemplari sono ben riconducibili all'olotipo.

References:

Iaccarino, S. (1964). Nuova specie di Globorotalia del Paleocene friulano. Univ Inst Geol, L’Ateneo Parmense,. 35(suppl 1): 4-. gs


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