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Anche gli esemplari di Globorotalia velascoensis illustrati da Bolli (1957, U. S. Nat. Mus., Bull., no. 215, pl. 20, figs. 1-4) si avvicinano a G. lenticularis per la forma circolare e per il numero di camere dell'ultimo giro. Se ne discostano per avere una forte convessità nel lato ombelicale e per avere il lato spirale piatto.
Con la Globorotalia lensiformis di Subbotina non si può fare nessun confronto; essa infatti non presenta alcuna affinità essendo fortemente conica nel lato ombelicale. lnoltre il numero delle camere dell'ultimo giro è nettamente inferiore. Pertanto il nome della specie (Lensiformis) risulta adottato impropriamente.
Un confronto si rende necessario con la Globorotalia fohsi robusta Bolli (figurata in Bolli. Ibid., pl. 28, fig. 16a-c) specie descritta dal Miocene di Cipero, in quanto presenta dei caratteri che l'avvicinano molto alla forma qui considerata. Sono caratteri comuni, il numero delle camere, l'andamento leggermente lobato del margine periferico e il contorno circolare. Si discostano l'una dall'altra per le suture del lato spirale che, in G. fohsi robusta, non sono oblique e anzi tendono a diventare diritte nelle prime camere; per l'ombelico meno profondo. Inoltre la carena liscia e sottile è in contrasto con quella di G. lenticu!aris che è spinosa e forma un cordone lungo tutto il margine periferico.
Non è possibile il confronto con Globigerina angulata abundocamerata Bolli, perchè questa forma ha il lato ombelicale molto convesso con camere molto rigonfie e il lato spirale piatto. Inoltre anche la carena è meno pronunciata e il margine periferico è decisamente lobato. Le suture sono nel lato spirale più ricurve e leggermente depresse.
Globorotalia mu!ticamerata Cushman e Jarvis presenta diverse affinità con la specie considerata. Se ne discosta invece per avere un ombelico più aperto, e soprattutto per la forma delle camere nel lato spirale.
Paratipi (figg. 1, 2, 4). - Sono stati presi in considerazione una decina di esemplari.
Variabilità. - La variabilità dei paratipi è ridotta ed è relativa soprattutto alle dimensioni. Infatti il diametro varia da un valore minimo di mm. 0.375 a quello massimo di mm. 0.525 (diametro dell'olotipo). L'altezza invece varia da mm. 0.155 a mm. 0.225 (misura dell'olotipo). Il numero delle camere oscilla da 7 a 8 nell'ultimo giro; il contorno è più o meno circolare. Tutti gli esemplari sono ben riconducibili all'olotipo.
Iaccarino, S. (1964). Nuova specie di Globorotalia del Paleocene friulano. Univ Inst Geol, L'Ateneo Parmense,. 35(suppl 1): 4-. gsReferences:

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