CATALOG OF ORIGINAL DESCRIPTIONS: Globorotalia sturanii Giannelli & Salvatorini 1976

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Globorotalia sturanii

Citation: Globorotalia sturanii Giannelli & Salvatorini 1976
Rank: Species
Type locality: Malta; Parte settentrionale della baia di Fomm ir~Rih nell'isola di Malta (Sez. 5 bis di Gian- nelli e Salvatorini, 1975).
Type age (chronostrat): N11, Serravalian
Type sample (& lithostrat): Marne argillose grigie molto ricche in Foraminiferi planctonici appartenenti alle « Blue Clays », circa 14 m sopra il contatto « Upper Globigerina Limestone » - «Blue Clay ».
Type specimens: Tav. l, figg. 1-4; Olotipo - Tav. l, figg. la-e.
Type repository: Pisa; Laboratorio di Micropaleontologia dell'Istituto di Geologia e Paleontologia dell'Università di Pisa.
Described on page(s) : 168-9

Current identification:


Original Description
Guscio di medie dimensioni (diametro massimo 0,42 mm), costituito da 12 camere; trocospira molto bassa, composta da due giri e mezzo; qua:ttro camere e mezzo vilsibili dal lato ombelicale. Profilo equatoriaJe subovale, periferia equatoriale fortemente lobata. Profilo assiale ovale, periferia assiale arrotondata . Camere globose, legger- mente allungate in senso radiale, distintamente separate e crescenti rapidamente. Superficie dorsale delle due ultime camere in rilievo sul piano della spira. Suture radiali e fortemente incise sia sul lato ventrale che su quello dorsale. Ombelico piccolo e profondo. Apertura ombelicale-extraombelicale, estesa daJ centro dell'ombelico fino quasi alla periferia; in veduta assiale ha la forma di un arco stretto e alto, sviluppato in direzione ortogonale all'a:s·se di avvolgimento; per tutta la sua estensione è orlata da un margine ispessito e imperforato. Superficie cancellata con perforazioni fitte.

Size: holotype: diametro massimo 0,42 mm

Etymology: In memoria del Prof. Carlo Sturani.

Extra details from original publication
Osservazioni; In alcuni esemplari l'ultima o le ultime poche camere sono sensibilmente sviluppate in senso radiale tanto da assumere una forma quasi clavata; il guscio presenta allora un profilo equatoriale ad ovale più ristretto. Le suture in alcuni casi sono talmente inèise e le camere talmente sepamte che il guscio presenta profonde strozzature intercamerali. L'ombelico può essere piò o meno piccolo, la trocospira; in rari casi, leggermente in rilievo, il labbro aperturale più o meno evidente, talvolta appena percettibile. Spesso l'apertura non è visibile quando l'esemplare riposa nel naturale piano di appoggio dorsale.
Gli esemplari rinvenuti sono in genere incompleti data la limitatezza della superficie di attacco tra camere successive; si osserva infatti che es,sa segue spesso quasi esattameinte il contòrno dell'apertura.

Rispetto alle distinzioni operate da Blow (1969) nell'ambito del genere Globorotalia, il nuovo taxo potrebbe rientrare nel sottogenere Clavatorella (istituito originariamente come genere da Blow, 1965) che comprende le forme turborotaloidi con camere adulte allungate radialmente. Prescindendo dalla validità di queste distinzioni sottogeneriche, per-altro non adottate da molti autori, G. sturanii non appresenterebbe comunque una tipica espressione di Clavatorella, mancando soprattutto di quel vistosa allungamento radiale delle camere che caratterizza il sottogenere. Da G. (C.) bermudezi (Bolli), specie tipo del sottogenere, si differenzia inoltre per avere l'apertura meno stretta, l'ombelico meno ampio e in genere più profondo, l'ultimo giro più involuto (si vedano anche i topotipi illustrati in Blow 1965, figg.-testo 1-5 e in Blow 1969, figg. 8, 9 della tav. 40 e figg. 1-4 della tav. 41). La forma del guscio e delle camere, l'incisione delle suture e i caratteri aperturali permettono di distinguere facilmente G. sturanii dalle altre specie conosciute di Globorotalia.

Distribuzione stratigrafica: La specie è stata rinvenuta in sedimenti langhiani e serravalliani dell'Arcipelago maltese (si veda la distribuzione di Clavatorella pseudobermudezi in Giannelli & Salvatorini, 1975), i quali abbracciano un intervallo biostratigrafico riferibile alle Zone N8 - N12 dello schema zonale di Blow (1969). Facciamo tuttavia presente che nelle serie maltesi alla base e alla sommità di questo intervallo esiste una considerevole lacuna stratigrafica, per cui il taxon può in realtà presentare una distribuzione più ampia di quanto sopra riportato.

References:

Giannelli, L. & Salvatorini, G. (1976). Due nuove specie di foraminiferi planctonici del Miocene. Bollettino della Societa Paleontologica Italiana. 15: 167-173. gs


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